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Australian Trip

Hey! dopo ore e ore di fatica... ecco il mio blog grazie al quale vi terrò aggiornati sul mio viaggio
Cari amici eccomi qui, dopo aver tanto fantasticato sull'Australia alla fine sono arrivato nell'emisfero meridionale... (rimango comunque un “terrone”). Sono partito con la scusa di frequentare un corso di inglese, ma in verità ero stanco di pensare all'Italia come il recinto sicuro dove poter correre e scorrazzare felicemente come fanno i bambini nel proprio giardino, magari sotto gli occhi vigili dei genitori. Per questo l'Australia mi ha sempre affascinato: grandi spazi, pochi abitanti, un po' selvaggia con la sua superficie complessiva di 7.772.535 km2, quasi 30 volte più grande dell’Italia e abitata dagli aborigeni... che poi tanto “selvaggi” non sono. L'unica nota stonata è il senso di marcia in automobile... vanno tutti contromano! :-)
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Ultima

WWOOF

Dopo aver passato una settimana di riposo a Brisbane riprendo il mio viaggio. Questa Volta però in treno, destinazione Rosewood un piccolo villaggio distante 70 km circa da Brisbane. L’idea iniziale era quella di cercare lavoro a Brisbane e starci un mese. Ma dopo aver valutato alcune variabili io e Roberto abbiamo optato per la soluzione alternativa. Un mese di tempo significa almeno una settimana di sbattimenti, consegnare cv… Aspettare la chiamata… Nel frattempo continuare a pagare l’ostello. Poi magari… Quando finalmente trovi il lavoro ti rimangono solo pochi giorni. In breve questo ragionamento ci ha portato a scegliere il WWOOF, acronimo di Willing Workers On Organic Farm. In pratica occorre prima di tutto acquistare il libro: “The Australian WWOOF book”, reperibile in quasi tutte le librerie al costo di 65 dollari. Questa spesa è valida come copertura assicurativa nel caso malauguratamente vi facciate male. Da quello che leggo sul libro dovrebbe coprire fino a 10.000 dollari, in caso di morte. Spese di spedizione e funerale compreso. Solo 1500 per ossa rotte.
Ma queste sono solo le voci che riguardano l’assicurazione… Si sa loro cercano sempre di fare i drammatici… Io non corro nessun pericolo… Andrò in una piccola fattoria gestita da una anziana coppia di australiani.
Sostanzialmente nel libro dell’Australian WWOOF si possono trovare tutte le fattorie che in Australia aderiscono a questo tipo di iniziativa. In cambio di 5 ore di lavoro al giorno si ricevono vitto e alloggio… In più vivere l’esperienza della vita di campagna a stretto contatto con i veri farmers australiani. Insomma una valida alternativa che sulla carta permette di viaggiare e vivere l’Australia a basso costo. Devo ammettere però che ho sentito diverse esperienze… Positive e meno. Alcune farm sono delle discariche ambulanti, sprovviste degli elementari servizi igienici di questo ultimo secolo… Ma non dovrebbe essere il mio caso… Spero… Fortunatamente questa fattoria mi è stata consigliata da una amica conosciuta a Brisbane, lei stessa ci ha trascorso una settimana, trovandosi bene. Mi auguro valga lo stesso per me… Devo solo testarlo di persona. Brisbane ormai è alle mie spalle, dal finestrino del treno guardo le campagne del Queensland e mi chiedo come sarà questa nuova esperienza…

Dopo aver aspettato qualche minuto alla stazione di Rosewood abbiamo incontrato Alan, il padrone della fattoria. La prima cosa che ho notato sono state le sue mani… Ruvide… Dalle dita tozze e con il particolare delle unghie… Quasi tutte distrutte e nere. Prova evidente di una vita di duro lavoro manuale. Alan assomiglia allo “Zio Jesse” di Hazzard.! è inglese di nascita ma dall’età di 9 anni si è trasferito con la sua famiglia in Australia. Ora avrà una sessantina d’anni ma ne dimostra qualcosa di più per via della barba lunga ma soprattutto penso per lo stile di vita agreste…. Dopo esserci presentati e aver caricato le valige siamo partiti a bordo della sua Hyundai sgarrupata… Appena dopo aver girato l’angolo ci siamo ritrovati lungo delle stradine di campagna…. dritte e strettissime…. Alan incurante di tutto portava la macchina sui 130 km/h. Accortosi della nostra preoccupazione ha debuttato con la frase: ” It’s my highway!”. Così ci siamo sentiti davvero come ad Hazzard…. Mancava solo lo Sceriffo Rosco… Quando finalmente sono arrivato mi sono goduto uno splendido panorama, la fattoria infatti è situata a 350 m sopra il livello del mare, davanti a me solo una immensa pianura e ancora più lontano l’orizzonte e le alte montagne.

Prima di riprendere a scrivere ho aspettato una settimana per avere una visione più generale di questa esperienza, in verità c’è stato anche poco tempo.
Infatti abbiamo iniziato a lavorare fin da subito. Abbiamo passato i primi tre giorni senza la moglie di Alan, “essa” come la chiama Roberto era impegnata non so bene dove, così Il nostro fattore per tre giorni consecutivi ha cucinato il maiale… pranzo e cena… La domenica era intenzionato a farlo anche a colazione… Bacon e uova… Alle 7.00 del mattino… Tutto questo per la felicità dell’amico Roberto che odia il maiale…
La giornata tipo inizia con la sveglia alle 6.40 e colazione alle 7.00. Io e Roberto dormiamo in una specie di casetta-palafitta-magazzino…

Tutta di legno, sporca e polverosa con i “buchi della velocità”… Una specie di colabrodo/catapecchia dove non c’è differenza tra temperatura esterna e quella interna, per via delle “prese d’aria” naturali. I primi tre giorni abbiamo superato abilmente una tempesta e temperature di 5-6 gradi. Le parole per descrivere le condizioni spartane si potrebbero sprecare…. Ma dopo aver pensato per un attimo di pulirla un pò… Io e Roberto abbiamo deciso di abbandonare l’idea per paura di scoprire nuovi e inesplorati mondi… Comunque questa dependance è situata quasi davanti alla casa di Alan. In questo modo ho circa 20 minuti di tempo per svegliarmi e raggiungere l’abitazione principale per poter consumare il breakfast mattutino. Solitamente prendo il té… Ma ogni tanto cedo al caffè solubile… E di questo mi vergogno profondamente.

La casa principale a livello di pulizia non è da meno… Sembra allestita per Halloween ma poi ti accorgi che le ragnatele e i ragni soprattutto sono veri e fanno parte della famiglia. Nello scompartimento delle pentole ogni giorno ritrovo lo stesso scarafaggio…. Ormai ho confidenza con quasi tutti gli animali “domestici”. Anche il bagno non scherza… Ragnatele al posto delle tende, forse un modo originale e in pandan con il clima campagnolo. La cosa buffa è che ci tengono tantissimo a farci togliere le scarpe prima di entrare in cucina, così sono costretto a camminare sulla loro moquette lurida.
Ogni tanto mi capita di pensare al rischio di prendermi qualche infezione, forse paradossalmente sarebbe più igienico non farsi la doccia… Ma come posso rinunciare a 3 minuti di relax sotto l’acqua? Si avete capito bene, solo 3 minuti di tempo per la doccia… Perché la fattoria utilizza solo acqua piovana e quindi va centellinata a dovere. Per questo motivo anche lavare i piatti è un eufemismo… Infatti siamo costretti a utilizzare il loro metodo che al massimo
serve a bagnare le padelle e i piatti… Ogni tanto però, quando non sono visto, cerco di sgrassare tutto a dovere… Comunque a parte queste scomodità il nostro Alan o zio Jesse come preferisco io ci ha mostrato il lavoro di routine della fattoria. Per prima cosa dar da mangiare alle galline, poi le quaglie e anche i maiali. Questi compiti abbastanza divertenti vanno ripetuti giornalmente, per il resto i lavori si diversificano a seconda della giornata. Il secondo giorno per esempio è stato molto interessante perché abbiamo prodotto circa 50 litri di birra, una cosa che non avevo mai fatto prima e che ha attirato il mio interesse… Purtroppo un piccolo particolare… Il luogo… scelto con perizia scientifica si è trattato del pollaio… Un posto che tutto può essere tranne che pulito e sterilizzato. Infatti Roberto che produce la birra in Italia ha chiesto se non fosse meglio disinfettare tutti gli strumenti… Ma lo zio Jesse ha esposto la sua tesi a riguardo… è contrario agli agenti chimici e la birra fatta così è di sicuro più salutare… Lui ci tiene molto alla cura del corpo ma non avevo capito bene ancora quanto…. Infatti solo qualche giorno dopo ho iniziato a inquadrare meglio la sua personalità.
Lo zio Alan ora battezzato da Roberto in Gino è uno spirito libero, particolarmente sensibile alla causa eco-sostenibile…

Infatti per 3-4 giorni ha utilizzato lo stesso olio per friggere le diverse pietanze… Anche il frigo è pieno di alimenti dai colori fluorescenti… Da circa 6 giorni osservo un recipiente pieno di lardo di maiale. E’l'avanzo del cosciotto al forno.
Quando sparirà inizierò a preoccuparmi…
Ecco zio, forse sei troppo eco-sostenibile… Cazzo buttala una cosa ogni tanto!

Finalmente dopo qualche giorno facciamo la conoscenza di “Essa” ossia la moglie di Alan! Winnie, la ragazza cinese che fa il wwoof con noi, ci ha parlato spesso delle sue doti culinarie e dopo giorni di mono-dieta al maiale vorremo cambiare menù. Purtroppo la fama che l’ha preceduta era solo leggenda o meglio fandonia. Non so a cosa sia abituata a mangiare la cinese ma sono davvero dispiaciuto per lei. Comunque la signora Kingston si chiama “Linda” ma il suo nome messo in relazione con il suo modo di essere appare subito come un chiaro esempio di ossimoro…. Infatti noi l’abbiamo battezzata semplicemente come “Luridona”.
Anche lei ha circa 60 anni ma ne dimostra molti di più.. Da Domenica, giorno del suo arrivo, poltrisce in salotto con la scusa del raffreddore. Senza aver ancora cucinato o pulito casa. In compenso vaga per la sua “dimora” tossendo e starnutendo da per tutto… Una volta anche addosso al sottoscritto… Manco fosse un untore descritto dal Manzoni nei Promessi Sposi. In realtà una volta la svergognata ha pure mollato uno scorreggione in cucina, con nonchalance facendo finta di nulla. Anche “essa” ha le unghie nere, ma non perché sono pestate come quelle di Alan, solo semplicemente sporche. Durante i pasti non fa altro che leccarsi le dita… E non nel senso figurato per la bontà del cibo… Purtroppo.
In questo momento mi trovo a tavola, quello che state leggendo è solo un resoconto generale… infatti mi sento un po’ come il figlio del Perozzi mentre scrive il tema a casa del conte Mascetti.
Immagino vi starete chiedendo perché tutta questa cattiveria nella mia descrizione… Mi dispiace per voi ma onestamente non sto neppure calcando la mano… Non è una esagerazione ma solo fatti. Tralasciamo i dettagli estetici e passiamo a capire la psiche di questa donna. La prima volta che ci siamo incontrati non mi ha quasi salutato, in compenso mi ha elencato le varie faccende da svolgere durante la giornata… A causa del suo accento o della sua velocità di pronuncia non ho colto subito alcuni dettagli… Così quando ho chiesto la cortesia di ripetere ha immediatamente fatto gli occhi bianchi.
Ho capito così che tra di noi non sarebbero scoccate le scintille d’amore… Al massimo per l’attrito. Subito dopo ha debuttato con alcuni discorsi a proposito degli stranieri che invadono l’Australia in cerca di lavoro ecc… Dimenticandosi che solo i poveri stronzi come noi Working Holiday VISA fanno certi lavori “sporchi”, soprattutto il wwoof. Anyway Linda nutre uno spiccato interesse per l’ambiente, con una particolare attenzione sull’uso delle erbe come medicina alternativa. Lei stessa ammette di non aver fiducia nella medicina tradizionale e nei dottori. Infatti da circa una settimana si cura con i suoi rimedi, non ha fatto nessun miglioramento anzi la sua tosse sembra peggiorare… Contenta lei… A titolo di sfida Roberto al primo sintomo di raffreddore ha preso l’aspirina e nonostante l’espressione di disapprovazione della vecchia megera ora lui sta benissimo. Comunque vedendola meglio mi chiedo come abbiano potuto ridurla così una vita all’aria aperta e il cibo organico… Lo smog e il cibo spazzatura iniziano a mancarmi. Sicuramente la specialità di questa donna è appunto la critica, ma non nel senso positivo del termine. La sua critica è di tipo acida e sterile in piena armonia con il suo essere. La parola che la linda usa in maniera ricorrente è “chemical” termine che intende tutto ciò che è di produzione industriale… Basta nominare la coca cola o tim tam i famosi biscotti Australiani per scatenare il suo disappunto… Infatti ultimamente questo è diventato il mio sport preferito. Non sono mai stato un estimatore di mcdonalds, hungry jack’s, kfc ecc insomma di junk food, ma vederla irritata da tali discorsi mi aggrada parecchio. Quello che invece mi fa stizza è la sua inutilità all’interno della farm, dopo più di una settimana non ha mai pulito neppure il bagno e ha cucinato solo 2 volte: zuppa alla ortiche e zuppa alle patate dolci. Sulla prima nulla da dire, forse l’unica cosa che sa cucinare… Ma come ricorda il caro amico Roberto siamo provvisti anche di denti… Usiamoli ogni tanto… Fosse per lei ci sarebbe zuppa mattina e sera… Dopo ore di fatica non mi sembra proprio il caso. Nel libro del wwoof la parola chiave presente in ogni paragrafo è “interscambio”… Noi non riceviamo un salario per i lavori svolti, ma lo scambiamo con il vitto e l’alloggio… Fino ad ora il rapporto mi sembra più che impari. Per fortuna tra italiani ci siamo ingegnati a fare la pizza e il pane… Altrimenti saremo morti di fame. Tutto questo forse viene percepito da lei come uno sconfinamento dei ruoli o una mancanza di rispetto; infatti giorno dopo giorno a causa del nostro trafficare in cucina l’aria è diventata sempre più pesante, per fortuna Alan e Winnie hanno apprezzato.

Durante la giornata comunque siamo sempre molto impegnati e ogni tanto capitano dei lavoretti interessanti. Per esempio nei giorni scorsi abbiamo utilizzato anche il trattore. Il lavoro consisteva nel trasportare delle pietre… Alan ci ha lasciato completamente indipendenti, così tra un viaggio e l’altro la giornata è passata velocemente. Certo ogni tanto tra le salite e le discese ripide c’è stata la paura di ribaltarsi… Ma la filosofia qui è “no worries” oppure “easy going”, da noi si dice semplicemente a cazzo di cane. Però è bello scoprire attraverso queste cose anche la mentalità della gente, ora inizio anche a capire il perché dell’assicurazione in caso di morte citata dal libro wwoof… Comunque ora non vorrei passare per il solito criticone, infatti ci sono stati anche momenti più che positivi.

La giornata migliore in assoluto è stata quando abbiamo applicato le tag alle mucche… Alan mi ha chiesto pure di castrare un vitello nel caso me la fossi sentita… Così in pochissimo tempo ho cercato di calarmi nei panni del cowboy ed è stata un’esperienza unica. Prima di tutto Alan ci ha spiegato come andavano radunati i bovini… Saranno stati una ventina, la maggior parte ormai adulti tra cui 2 bei tori… Enormi. Inizialmente infatti ero intimorito dalla loro grandezza, ma nonostante questo ormai ero deciso a provare questa esperienza. Alan ci ha spiegato la prima regola da rispettare: “Mai e poi mai posizionarsi dietro i bovini” questo per evitare i calci. Era Fondamentale quindi accompagnarli lateralmente per indirizzarli verso il recinto. Questa fase semplice a dirsi si è mostrata ardua soprattutto per dei principianti come me e Roberto. Comunque dopo diversi tentativi siamo riusciti a far entrare tutte le bestie nel recinto, anche a forza di urla e gesti con le mani! Come nei film! La difficoltà più grande sta nel non lasciarsi scappare neppure una mucca, perché altrimenti le altre inizierebbero a seguirla e tutto il lavoro fatto per riunirle risulterebbe vano. Comunque dopo alcuni fallimenti siamo riusciti a tenere compatta la mandria. Il secondo step consisteva invece nel farle entrare una ad una all’interno di una gabbia e al momento giusto bloccare il collo con una morsa per immobilizzarle; dopodiché si procedeva con la tag, ossia etichettare l’orecchio del bovino tramite una pinza. Detto così sembra una cosa semplice e lineare… Ma sotto la pioggia, immersi nel fango e tenendo conto che gli animali oppongono un “po’” di resistenza… Vi assicuro che il dispendio di energie è notevole. Infatti alla fine della giornata ero completamente stremato, ma sul momento non sentivo la stanchezza perché mi stavo divertendo di brutto. In particolare quando ho provato a fermare due vitellini con le mie mani, perché troppo piccoli per essere bloccati dalla morsa. Uno tra l’altro mi ha pure tirato un calcio sullo stinco… Motherfucker! Per fortuna mi ha preso di striscio e non è successo nulla… Ma a parte questo la scena era davvero comica: io che non sapevo come prenderlo, il povero animale che scappava mentre in tre persone lo inseguivamo immersi nel fango. Alla fine della giornata stanchi ma contenti abbiamo festeggiare con un bel po’ di birra home made. L’unico rammarico il fatto di non aver castrato neppure un vitello… Alan ha detto che ormai erano troppo grandi e forse c’era bisogno del veterinario. Comunque a parte gli scherzi è stato davvero spassoso avere a che fare con delle bestie così grosse senza farsi impressionare troppo….

Domenica! Dovrebbe essere il nostro giorno libero! Così almeno ci ha detto Alan… infatti dovremo andare all’ultimo appuntamento della fiera sull’agricoltura! Rock and roll come dice lui… Anche il nostro farmer ha il suo stand, così ci dirigiamo alle 7 del mattino verso Brisbane, località sconosciuta. Alan è entusiasta, ci racconta della fiera e dei suoi prodotti.. Di quanto ora sia importante e di come era agli inizi… Ecc ecc una super pippona! Ci fermiamo al distributore per fare benzina e poco dopo Alan ci mostra una “tavoletta” contro l’energia cinetica… Ci aveva già accennato di qualche sua idea a riguardo… Ma comunque questa è un’altra storia che vi racconterò dopo. Ora siamo al distributore di benzina e stiamo per riprendere la marcia verso la fiera. Appena arrivati ci invitano a divertirci e fare un giro per tutta la fiera, ci incontreremo nuovamente per le 16.30, prima di ritirare tutto e far rientro a casa. Così io, Roberto e Winnie ci dirigiamo tra le varie attrazioni dell’exhibition: rodeo, moto cross… Ecc ecc. Nel frattempo siamo andati a mangiare thai. La gente che ci circondava era per il 90% obesa. Anche al bar ho notato come un bambino di 10 anni si divertiva a ruttare tra l’indifferenza della gente e soprattutto di suo padre.
Come d’accordo nel primo pomeriggio raggiunto il punto di incontro per iniziare a smontare lo stand, caricare tutto e far rientro a casa… In quel momento io e Roberto ci siamo trasformati nei facchini… Mentre “essa”, seduta comodamente sulla sedia, ci impartiva gli ordini su dove e come sistemare le cose. Dopo aver finito è stato poi il turno dei loro amici…. Quando tutto era pronto e impacchettato la “Luridona” si è accorta di aver perso il suo portafoglio… Avrei voluto ucciderla… Così abbiamo perso altro tempo…. Noi eravamo esausti e dopo il tramonto faceva già freddo. Non vedevamo l’ora di rientrare a casa per una doccia e poi cenare con la pizza che avevamo già preparato. Non sapevamo ancora quello che ci aspettava… Infatti durante il tragitto, sempre “essa” chiamò sua figlia per avvisarla che sarebbe passata a trovarla, così indirettamente fummo invitati a cena. Realizzammo tutto questo solo dopo un po’… Quando Alan ci avvertì del cambio di programma: niente pizza ma zuppa…
All’ingresso ci aspettavano due figure indistinte… Quando i tratti si delinearono meglio riconobbi le due figure: una donna dagli occhialini tondi, bionda con i capelli ricci. Avrà avuto 40 anni… Sembrava normale ma ero intimorito dal suo sorriso da ebete. Con lei suo figlio, un ragazzo di 16 anni, alto capelli rossi e lentiggini. I suoi occhi erano nascosti dietro due spesse lenti. Aveva le gambe e braccia secche, ma inspiegabilmente una pancia gonfissima… La seconda cosa che notai fu la sua mano umida e appiccicosa…. Purtroppo. Dopo aver preparato la tavola ci sedemmo a mangiare. Eravamo in 7 persone e la cena consisteva in una zuppetta per 3/4 persone. Io stavo impazzendo di fame e nel frattempo la padrona di casa parlava e rideva con gli altri commensali… A questo punto pensai si potesse iniziare a mangiare…ma subito dopo aver messo un pezzo di pane in bocca sentii la voce della padrona che chiedeva un attimo di silenzio per ringraziare il signore di questa cena! Ops… Rispondo “Ammehn…” mentre faccio sparire il boccone.

Comunque dopo 10 minuti io e Roberto continuavamo a sentire i crampi della fame.. La zuppa era finita… E come per magia ci siamo ritrovati a passare da ospiti a lavapiatti. Ma per rincarare la dose non contenti oltre ai nostri piatti abbiamo lavato le stoviglie anche del giorno prima.
La sorpresa più incredibile fu comunque quella di trovare la porta del bagno tappezzata con alcune preghiere… mi chiedo ancora se sia estremismo religioso o piuttosto blasfemia…

(Ormai non mi stupisco più di nulla… in ostello ho perfino visto un annuncio pubblicitario di sport estremi nel bagno dei portatori di handicap, ma questa è un’altra storia).

Alla vista delle preghiere non sono riuscito a trattenere le risate, neppure al mio rientro a tavola… Non potendo fare gesti… così ho invitato Roberto a visionare il bagno personalmente…. Al suo ritorno la scena è stata esilarante.
In realtà, a parte questa parentesi, l’atmosfera generale era grottesca.
Il resto della tavolata non aveva più argomenti, stavano zitti a guardarsi negli occhi… Così per superare l’imbarazzante silenzio ho persino mostrato interesse sulla zuppa in questione… la terza della settimana. Le mie domande sugli ingredienti non trovarono risposta, neppure la padrona di casa sapeva cosa ci fosse… L’avrà cucinata per lei lo spirito santo? Così mentre tiravo a indovinare i vari ingredienti chiedi istintivamente se ci fosse anche dell’aglio. In quel momento ne stavo masticando l’unico spicchio presente in tutta la zuppa.

Finalmente lasciamo quel posto di pazzi riprendiamo la via di casa.
All’arrivo riuscivo a malapena sentire la circolazione delle gambe…
Pensavo di aver finito e poter andare a letto… invece… Alan, che era più affamato di noi, ci chiese di cucinare la pizza… Anche io stavo impazzendo dalla fame, ma ero troppo stanco per cucinare… Così domandai come mai non gli fosse bastata la cena a base di zuppa. Alan mi fissò come per dire: “non prendermi per il culo” e insistette affinché cucinassi.
Dopo aver fatto la pizza per tutti… “essa” compresa, Alan si rivolse verso di lei con la sua classica esclamazione: “Hello!? Hello!?” come per dire “Svegliati”. Così in maniera simpaticamente minacciosa ordinò alla moglie di declinare tutti i prossimi inviti della figlia… per la precisione indicata come “quella cretina di tua figlia”. Per poi farfugliare qualcosa e concludere con una frase ben definita che suonava proprio ”fucking zuppa”.
Alan era visibilmente incazzato e giustamente non le ha mandate a dire. Purtroppo non ho potuto far altro che godermi il contenzioso familiare senza poter dire anche la mia…

Il giorno successivo, durante la pausa lavoro Alan ci ha mostrato una strana scatola piena d’acqua, situata sul retro del furgone. Dopo averci chiesto di indovinare di cosa si trattasse ha infine spiegato il suo funzionamento. Secondo lui era possibile ricavare l’acqua dalla combustione per poi scindere l’idrogeno dall’ossigeno… purtroppo durante il liceo sono stato un asino in chimica, ma nonostante tutto mi sembra una grande stronzata… Comunque l’abbiamo lasciamo fare, perché ormai tutto fa brodo e siamo curiosi di cos’altro riuscirà a raccontarci. Nei giorni scorsi abbiamo capito che i due coniugi fanno parte di quel gruppo di persone indicate come “complottisti”, coloro che riescono a scorgere intrighi, spie, intelligence governative anche quando vanno in bagno. Successivamente Alan ci ha mostrato l’altra “scatola” quella di legno… contenente delle placche di metallo. Quando Roberto chiese se fosse acciaio… Alan tagliò corto indicandolo come un metallo “speciale”… Grazie ad esso infatti era possibile “catturare” l’energia statica della benzina… uno dei più grandi problemi a livello di inquinamento!! Non contento ha poi estratto una specie di anello di rame con una stellina interna, denominato z5, inserito poco prima del filtro. Ma anche questa volta mi sbagliavo, infatti non si trattava di semplice rame, bensì di una lega “speciale”. Questa riusciva a far raggiungere una combustione del 100%… quindi inquinare di meno e risparmiare carburante…
Come ciliegina sulla torta, infine, ci ha invitato a guardare con lui un video su youtube… Un suo amico infatti dimostrava l’utilizzo e i vantaggi di questo prodigio della tecnologia… Ad un certo punto quando stavo per scoppiare a ridergli in faccia… Alan ci ha proposto di fare da “rappresentanti” per questo prodotto, con soli 300 dollari potevamo acquistare il materiale e iniziare a lavorare per una società “Multilivello”… Cosa??? ahahahah
Solo più tardi Roberto mi ha ricordato del vecchio caso italiano scoperto da Striscia la Notizia. Vi dice nulla il nome “Tucker”… il dispositivo a tubo di scappamento per auto che, sulla carta, avrebbe dovuto abbattere l’inquinamento dei gas di scarico e far risparmiare combustibile e costi per aziende e privati… grazie alle numerose segnalazioni nel 2009 il titolare di questa società è stato condannato a 11 anni per truffa. Infatti il tubo era solo un tubo… Il caso di Alan non mi sembra molto lontano… Ma noi ormai l’abbiamo preso come passatempo e ogni giorno ci mostriamo sempre più interessati al prodotto, giusto per farci due risate nel mentre che lui ci elenca tutte le sue teorie complottiste.

Stamattina, come da prassi, ho fatto il countdown dei giorni che mi separano da Byron Bay. Questo è l’unico pensiero che mi mette di buon umore. Infatti mi sono diretto a fare colazione con un sorriso grande così! Peccato che subito dopo esserci accomodati siamo stati serviti con due ridicoli pezzi di pane come colazione… Il motivo, semplice… non c’era altro da mangiare. Roberto, che nel frattempo era diventato il panettiere di casa, si trovava in sciopero da qualche giorno… La Luridona, infatti, forte della sua critica acida si era permessa di sentenziare sulla qualità del suo prodotto… Senza considerare la possibilità di farlo lei…
Alla terribile notizia di carestia ho visto Roberto sudare… per poi lasciarsi andare in una lunga serie di maledizioni in lingua italiana che avevano come protagonista la nostra amata Luridona. Infine ha proposto di darla in pasto ai maiali, per poi cambiare idea in rispetto dei poveri suini.

Per fortuna il nostro “saperci arrangiare” tipico italiano ci siamo salvati, infatti con un po’ di uova e farina ho preparato qualche pancakes e ci siamo sfamati in questo modo… finalmente Roberto mi faceva meno paura.
Prima di iniziare a lavorare però Linda ha farfugliato qualcosa finché non ho capito le ultime parole… “It’s a nice day for a PICNIC” … fuori comunque c’erano 10 gradi.
Senza dare peso a quelle parole ci siamo messi a lavoro, sino alla pausa té. Saranno state le 10.30 circa quando Winnie si è avvicinata verso di noi con un cestino… da picnic. Dentro c’erano alcuni panini, fatti con gli avanzi del roast beef di maiale e un’insalata ormai andata. Mentre mi avviavo per il bagno… Winnie mi ha avvisato che l’abitazione era chiusa a chiave… Linda era uscita per fare qualche commissione e sarebbe rientrata solo dopo qualche ora… In pratica la storia del picnic è stata una scusa per lasciarci fuori casa, come degli animali da cortile… senza la possibilità di utilizzare il bagno.
Strano, eppure solo qualche giorno fa si sono fidati completamente di noi, consegnandoci sia le chiavi del furgone che dell’abitazione…
In quelle condizioni abbiamo realizzato quanto fosse ingiusto continuare a lavorare e così abbiamo deciso di cazzeggiare sino al suo ritorno… avvenuto alle 16.00 con 2 ore di ritardo…
Incazzati neri ci siamo precipitati in cucina e abbiamo iniziato a cucinare la pizza senza rivolgere una parola a quella stronza di Linda. Le nostre facce parlavano da sole e lei aveva capito subito quanto fosse pesante l’aria che tirava.
Da quel momento iniziò la guerra fredda, finché Linda rivolgendosi a Roberto chiese se quella sarebbe stata la nostra cena… in pratica altro non era che un ultimatum: “Se mangiate ora non vi sarà permesso di mangiare con noi!”.
Come risposta abbiamo fatto “spallucce” e ci siamo rimessi a cucinare.
Non sarebbe stata una tragedia difatti perdersi i suoi “manicaretti”.
Quando la pizza era ormai pronta suonarono alla porta… Era il loro vicino… si era portato 2 bottiglie di vino, che da li alla fine avrebbe scolato fino all’ultimo goccio. Poco dopo ci raggiunse Alan e si rese subito conto del nostro strano comportamento… così alla sua domanda: “va tutto bene?” ho semplicemente risposto di no… aggiungendo che non avevo portato a termine il lavoro nel pollaio perché sprovvisto degli strumenti giusti. Vi assicuro che è stato un incubo… In una parola deep shit… non sto neppure a spiegarvi i dettagli per risparmiarvi i conati di vomito. Anyway anche Alan percepiva che in generale eravamo stanchi di alcune cose… e la nostra pazienza ormai era esaurita.

Dopo cena, non vedevo l’ora di farmi una doccia… ma sfortunatamente l’acqua non uscì dalle condutture… Così avvisai Alan che andò fuori a controllare. Dopo cinque minuti fece ritorno… e come se fosse la cosa più naturale del mondo ci avvisò che l’acqua era finita ma sopratutto che la mattina dopo alle 5.00 ci avrebbe accompagnati alla stazione, dato che non sarebbe stato possibile continuare la nostra permanenza in tali condizioni. Così alle 20.00 circa ci ritrovammo sfrattati per il giorno successivo senza aver prenotato ancora l’ostello. Poco male, rispetto al piano originario si è trattato di un solo giorno di anticipo, ma comunque avevamo poche ore a disposizione per trovare una sistemazione a Byron Bay e fare le valige. Durante la ricerca dell’ostello, in privato, Roberto mi confidò di alcuni strani movimenti che io non avevo notato. Infatti poco prima che entrassi in bagno Alan, Linda e il vicino erano spariti per alcuni minuti. Sarà stato un caso, non lo so… ma dopo tutto quello che era successo abbiamo pensato che forse l’acqua era stata chiusa di proposito, per utilizzarla poi come una scusa e sbatterci fuori di casa. Come se non bastasse mentre eravamo indaffarati a trovare una sistemazione siamo stati costretti a fare le foto di rito… con i sorrisi più amari e finti di tutta la mia vita. Per fortuna c’era il vicino che ormai era ubriaco fradicio… un uomo over 60, alto e grosso che ci provava spudoratamente con la ragazza cinese (20 anni). Vista la sua insistenza il disgusto ha dissolto immediatamente ogni ilarità iniziale… Ma a parte questo non c’era più tempo da perdere, le valige dovevano essere pronte per le 4.00 del mattino, così ci siamo ritirati nella capanna dello zio Tom.

Alan ci sta accompagnando alla stazione, finalmente potremo fare ritorno alla civiltà… Spero che non tutte le fattorie presenti nel libro siano come questa, anzi sono sicuro che ci saranno persone serie…
Comunque per quanto mi riguarda io cambierei la sigla in:
WWOOFF Willing Workers On Organic Fucking Farm!!!

Byron BayArrivo!

Brisbane


Arriviamo a Brisbane di notte, la città è colorata, le luci fluorescenti dei palazzi fanno da contrasto con il buio della notte. Ci sono diversi ponti che attraversano il fiume, ognuno con uno stile diverso. Non conosciamo questa città, sappiamo solo che supera i 2 milioni di abitanti e ha il maggior tasso di crescita in tutta l’Australia. Decidiamo così di dirigerci verso il centro per poterci parcheggiare e studiare meglio la situazione. Dopo vari tentativi ci siamo fermati a Roma St. Ora possiamo andare a fare un giro della città, ma senza fare troppo tardi… Domani ci aspetta una giornata massacrante.

Come preannunciato quella di oggi è stata una lunga giornata. Sveglia alle 6.00 am per spostarci dal centro della città verso la periferia, purtroppo il parcheggio in città costa minimo 4 dollari l’ora già dalle 7.00 del mattino… Inoltre prima di consegnare il camper dobbiamo pulirlo dentro e fuori per non pagare il supplemento. Così dopo qualche giro di perlustrazione troviamo un bel parcheggio davanti hungry jack’s. Dopo qualche ora di sbattimento il camper era più pulito di quando l’abbiamo affittato. Dovevamo occultare la tendina rotta e poi consegnarlo senza intoppi… E finalmente così fu. Ora potevamo finalmente svenire sul letto in ostello… 20 ore di ozio sarebbero state sufficienti….
Domani inizierò a girare Brisbane.

Dopo aver passato una settimana a Brisbane, presso l’ostello embassy Xbase, posso affermare che questa città è veramente carina. Purtroppo lontana dal mare, ma nonostante tutto offre interessanti diversivi per passare le giornate. L’embassy hostel si trova in Elizabeth st nel cuore della città. Grazie alla sua posizione centralissima siamo riusciti a spostarci con senza problemi e conoscere i suoi maggiori punti di interesse. Brisbane secondo alcuni pareri rappresenta un mix di architettura europea tipica di Melborurne ma anche l’atmosfera estiva e spensierata caratteristica di Sydney, senza dimenticare le passeggiate che ricordano un pò anche Adelaide. La città è completamente nuova… ogni sua vite, bullone o mattone sembra appena realizzato. Sono rimasto soprattutto impressionato dalla mole di lavori e cantieri aperti nel cuore della città, dove i grattacieli sono maestosi. I turni non stop, 24 su 24 erano formati da squadre di operai che lavoravano senza sosta. Anche i lavori pesanti e l’utilizzo delle gru si prolungavano in piena notte… in una sola settimana ho visto cambiare fisionomia al palazzo di fronte il nostro ostello. Un’altra sbalorditiva sorpresa è stata la riuscita ricostruzione dopo l’alluvione di alcuni mesi fa. Passeggiando lungo il parco situato sulla riva del fiume è stato impossibile capire dove il ciclone fosse passato… non c’era nessun segno di danno, disagio… nulla, solo un cartello alto 2 m che indicava il livello di acqua presente nel mese di febbraio. Un altro luogo che segnalo come interessante riguarda il museo di arte moderna e la biblioteca del queensland, con wifii free. C’è anche il Casinò a poche centinaia di metri, infatti con Roberto stavamo escogitando un sistema per giocare a una specie di roulette… poi abbiamo capito che i nostri erano solo sogni di rock and roll e siamo andati a dormire…. per fortuna. Anyway, Brisbane offre davvero un bel vedere, sia di giorno che di notte. Ma dopo una settimana è meglio trovarsi un diversivo… quindi occorre inventarsi qualcosa da fare il prima possibile.

Noosa

Noosa secondo la guida dovrebbe essere la meta balneare più cool di tuttà l’Australia. Una specie di costa smeralda insomma. Mi accorgo subito di questo osservando le varie ville che sorgono lungo il fiume… Ogni villa ha il parcheggio privato per lo yacht. Noosa è costituita da un gruppo di insediamenti nati lungo il fiume. La mappa mostra come i diversi punti abitati siano collegati da stradine e un sistema di rotonde, oltre 100… Quindi basta sbagliare un’uscita per perdersi facilmente. Passeggiando per il centro si possono incrociare Pub, bar, negozi di souvenir nonché ristoranti e boutique super chic.
Un ringraziamento speciale va a Cassey e Laura, le nostre compagne di viaggio che hanno trovato una steak house con una offerta allucinante. Per soli 11 dollari a testa ci siamo ritrovati a mangiare una grandiosa bistecca di manzo di circa 2 cm di spessore, contorno di insalata e funghi, poi come se non bastasse anche una birra. Meglio di così! Grazie alle nostre super girls! solitamente per lo stesso menù si pagano 40 dollari. Dopo quasi due giorni trascorsi a Noosa è di nuovo tempo di levare le tende. Domani ci aspetta l’ultima tappa di questo road trip, una volta arrivati a Brisbane consegneremo il camper… :(

Rainbow Beach – Maryborough


Riprendiamo il viaggio a bordo del nostro camper vintage 80′s e decidiamo di ridisegnare il percorso. Nella pianificazione originale erano previsti più giorni ad Harvey bay, così ora cerchiamo qualche punto di interesse da visitare in questo tratto di strada fino a Noosa che sarà la prossima tappa. Alla fine decidiamo di visitare Rainbow beach, ma prima occorre fare un pó di spesa e una sosta. La prima cittadina che incrociamo lungo la strada si chiama Maryborough, passerò qualche ora qui prima di rimetterci in marcia.

Maryborough sembra il prototipo della tipica località rurale nelle campagne del qeensland. Un pó pare essere rimasta fuori dal tempo, anzi mi sembra proprio uno studio cinematografico dove stanno girando “Via col vento”. Gran parte degli edifici sono in legno, stile coloniale di fine ’800 inizio ’900. Ma non sono per nulla decadenti o sporchi… Anzi. Mentre passeggiamo per le vie del centro scopriamo che Maryborough è stata la città natale di P.L Travers l’autore di Mary Poppins! Ecco perché tutta quella magia! Appare doveroso fare la foto di rito con la mia baby sitter preferita… Basta un poco di zucchero e la pillola va giù tutto brillerà di più! Ora che ci penso questa canzone potrebbe contenere un messaggio subliminale…

Riprendiamo così la rotta verso Rainbow beach, questa volta più sorridenti per via del casuale incontro con Mary Poppins. Già la strada rappresenta una sorta di spettacolo, un paesaggio collinare che offre continui sali e scendi. Questa parte di costa è caratterizzata da una scogliera multicolore, per questo il nome di Rainbow beach (sono state contate 72 tonalità diverse di sabbia). Questa lunghissima spiaggia dalle sfumature color ocra costituisce anche uno dei maggior punti di incontro per i surfisti. Ci è voluto un pó per arrivarci, ma per quanto mi riguarda ne è valsa davvero la pena.
Adesso dobbiamo rimetterci in viaggio, si è fatta sera. Secondo la nostra tabella di viaggio per stanotte dovremmo essere a Noosa.

Harvey Bay

Dopo un pó di strada arriviamo ad Harvey bay e prenotiamo una notte al camper park. In questo modo possiamo ricaricare la batteria, di conseguenza tutti i dispositivi mobile: pc, iPod, iPhone ecc. ecc. Il camper park è in pieno centro e a due passi dalla spiaggia. Inoltre è nuovo di zecca, tutto per soli 10 bucks a testa. Siamo arrivati fin qui per trovare un’offerta economica last minutes e visitare fraser island, l’isola di sabbia più grande del mondo. Nel frattempo siamo andati a visitare la lunga passeggiata sul mare, (esplanade). Sfortunatamente l’atmosfera è stata desolante. Tutto chiuso, sia i pub che ristoranti. Dopo km di camminata decidiamo di rientrare e preparare la cena. Siamo stanchi e domani mattina dobbiamo controllare le varie offerte per freser island. Come dicevo quest’isola rappresenta una rarità come ecosistema, formato da circa 800.000 anni di erosione della sabbia che hanno portato alla creazione di quest’isola lunga 120 km. Infatti oltre al costo del traghetto si deve aggiungere il noleggio di un fuori strada, unico mezzo capace di muoversi in quel mare di dune che possono raggiungere anche i 200 m.

Purtroppo scopriamo che nonostante non sia alta stagione i prezzi dell’escursione sono salati, soprattutto per le nostre finanze. Peccato, comunque leggo sulla lonely planet che tra luglio e ottobre è possibile avvistare le balene megattere che migrano in queste acque per svernare… Magari sarà per la prossima volta…. Così decidiamo di abbandonare l’idea e optare per una diversa destinazione…

Rocky (Rockhampton) Fracio Show

Il mattino seguente ci rimettiamo in viaggio per raggiungere rockhampton, Sulla lonely planat viene indicata come la capitale australiana della bistecca Di manzo, l’ecomia della cittadina si basa sull’allevamento e io non vedo l’ora Di testarlo Di persona. Ma nel frattempo la strada è tutta uguale e cerco Di intrattenere roberto Che guida da ore. La pericolosità Della highway non riguarda tanto il traffico o l’alta velocità, ma piuttosto il suo panorama…. Un monologo Di alberi divisi da una lunghissima e sottile lingua Di asfalto Sulla quale viaggiamo. In questo caso è la noia Che ti ammazza.. Un colpo Di sonno e sei fuckiato. Ma tutto questo gli australiani lo sanno bene, infatti oltre alle piazzole Di sosta è possibile trovare anche alcuni cartelli stradali utili a catturare l’attenzione del guidatore e tenerlo sveglio. Per esempio alcuni sono quesiti Di cultura generale o geografia. L’ultimo Che ho visto chiedeva quale fosse la montagna più Alta dello stato del Queensland… Cosi nel mentre il guidatore attiva il cervello e ci pensa… dopo qualche decina Di km un altro cartello fornisce la risposta…. Che dire, Bella pensata! Ma ho visto anche macchine e moto distrutte messe proprio come esempio di quello che potrebbe succedere o addirittura dei cartelloni pubblicitari molto espliciti sulle conseguenze di un incidente. Dopo qualche Ora Arriviamo a rockhampton ma troviamo quasi tutto chiuso…. Mi ricordo Che oggi è domenica… All’information center ci facciamo dare la mappa, cosi vediamo dove si può pranzare e successivamente visitare i giardini botanici. Nel mentre che pensiamo su cosa fare mi accorgo che dalla doccia perde dell’acqua… Noi per risparmiare spazio abbiamo reinventato il box in armadietto… Morale della favola tutti i vestiti di roberto completamente zuppi…. Cosi abbiamo passato più Di un Ora a fare le belle lavanderine in mezzo strada, con grande ilarità della gente…. Dopodichè ci è venuta anche fame, cosí preoccupato del fatto che roberto ” mi magnasse ” cercavo di distrarlo… tra l’incazzatura dei vestiti e i crampi allo stomaco mi faceva davvero paura, anche perchè è un cristiano di 1,93 m… Infatti Come se non bastasse, poi abbiamo scoperto che per mangiare una semplice bistecca grigliata Di 200g ci vogliono quasi 30 dollari… Un pó troppo per le nostre tasche… ma per il bene Di me stesso decido Di evitare il solito fast o junk food… Oggi pranzerò con una insalatona greca alla modica cifra Di 11 dollari. Dopo pranzo siamo andati sia allo zoo e poi ai giardini botanici, molto carini questi ultimi mentre per quanto riguarda lo zoo l’unica nota positiva riguarda la vista dei kangoori. Si è fatta sera Ed è meglio rimetterci in viaggio… Questa notte la passeremo a Miriam vale… Ci vogliono ancora 180km.

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Anche questa é l’australia…

Dopo aver lasciato airlie beach ci siamo diretti sulla Bruce highway, direzione rockhampton 485 km Di strada… Tutta uguale, destra e sinistra alberi… In mezzo noi con il nostro camper, davanti un immenso spazio vuoto e dietro Di noi una interminabile fila Di macchine Che ci bestemmia. La nostra velocità Di crociera è Di 80 km/h. Ci dirigiamo verso il tropico del capricorno, luogo famoso per la barriera corallina ma anche per essere popolato dai cowboy australiani. Decidiamo Di fare uno stop a mackay, piccola cittadina dove troviamo un gigantesco Coles dove fare la spesa e poi il distributore dove mettiamo circa 45 litri Di rifornimento…. Il nostro van consuma parecchio… Cosi ci rimettiamo in viaggio con qualche sosta intermedia fino ad arrivare a prospect hills. Qui leggiamo un cartello Che offre un caffè e un parcheggio gratuito anche per passare la notte con il camper. Spinti dalla curiosità decidiamo Di fermarci e vedere Di cosa si tratta. Dopo pochi secondi noto un piccolo gruppo Di persone, tutti indaffarati a preparare thè, caffè e servire biscotti; avranno Sui 60 anni o giù Di li ma mostrano una energia Ed entusiasmo Che non ricordo Di aver avuto neppure quando ero un teenager. Veniamo acconti con molta gentilezza e approfitto volentieri per un caffè. Tutto mi sembra molto strano, anche perchè mi sono dimenticato Di dire Che ci troviamo in mezzo al nulla… Mackay si trova a 160 km verso nord e rockhampton altri 170 verso sud! Intorno solo outback. Mi chiedo perchè queste persone si trovino qui, e noto un continuo via vai Di viaggiatori. Ma inizio a incuriosirmi Di tutto ciò solo dopo aver finito il caffè e aver lasciato una piccola offerta. Decido cosi con Roberto Di conoscere meglio queste persone e mi avvicino per scambiare quattro chiacchere. Scopro Che sono un gruppo Di amici in pensione, originari Di mackay Che prestano servizio Di volontariato lungo questo tratto della Bruce highway. Questa strada lunghissima è purtroppo famosa per il suo numero Di incidenti mortali, cosi queste simpatiche e gentili persone si offrono Come supporto ai viaggiatori. Tra una battuta e l’altra passiamo un’oretta alla ,fine faccio anche qualche foto con loro e prometto Di menzionarli nel mio blog…..

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Airlie Beach & Withsunday island

Dopo una tremenda sfacchinata siamo arrivati ad airlie beach, Sulla lonely planet non ne parla benissimo… Ma quello Che interessa a noi è poterci fermare la notte e prendere il traghetto il giorno dopo per visitare le withsunday islands. Decidiamo cosi di passare la notte in un camper park, il flametree, con 29 dollari diviso 4 passiamo la notte, compresa una doccia calda e rifornimento di acqua ed energia per il nostro camper. La mattina verso le 10.00 lasciamo il camper park e ci dirigiamo verso la spiaggia di airlie beach. Subito dopo aver trovato un parcheggio, precisamente davanti alla lagoon, ci troviamo davanti l’ennesimo super accessoriato spot turistico australiano: palme, prato inglese, piscina enorme, spiaggia, barbecue, bagni e docce… Tutto bellissimo e gratuito. Inoltre notiamo Che per soli 4 dollari si può parcheggiare 24 ore… Bene sappiamo dove dormire anche il secondo giorno. Nel frattempo per passare la giornata andiamo prima in piscina dove incontriamo luca, un altro ragazzo Italiano conosciuto nell’ostello Di cairns. Subito dopo organizziamo un barbecue e dopo pranzo andiamo al centro informazioni. Senza troppe difficoltà troviamo il giusto compromesso per le nostre tasche, 70 dollari a testa: partenza alle 7.10 del mattino a bordo Di un catamarano della compagnia fantasea per le withsundey islands, una delle mete più famose della barriera corallina australiana, spiagge bianchissime, mare cristallino e vegetazione tropicale. In più compreso la colazione, pranzo e brunch. Per festeggiare questo grande affare decidiamo Di passare la notte in un pub sulla via principale, e alla fine è stata una gran Bella serata. La Mattina successiva ci svegliamo alle 6.00 e corriamo verso la fermata del bus, una navetta ci porterà direttamente al molo. Dopo qualche minuto il catamarano inizia a saltare sul mare un pó mosso… E ho l’impressione Che rimetterò presto la colazione… Ma per fortuna mi sbaglio. Arriviamo cosi alla prima tappa del viaggio, hamilton island. Una famosa località turistica con yacht club, resort, e diverse villette per ricconi. Il tutto immerso nella vegetazione tropicale. Siccome sono Eco-friendly usano tutti quelle macchinine elettroniche tipiche dei campi Di golf. Per le strade ci sono anche ristoranti e negozi firmati. Lungo la strada visitiamo un resort super lusso… Ma noi siamo diretti al koala park! Voglio fare la foto con il koala!! Per poter entrare nel parco bisogna attraversare un grazioso bar all’aperto, dove in alcuni vasi enormi ci sono piantati degli arbusti Di eucalyptus… Sul vaso c’è Scritta una frase in inglese Che Suona come : “lasciami dormire”. Alzo lo sguardo e vedo appesi due peluche Di koala… Ma Che stronzata è? Si vede Che sono finti! Invece dopo un secondo si muovono e io ci faccio una figuraccia… Ahaha vabbè però! Che figata! Alle 10.00 apre il parco e cosí posso vedere altri animali selvatici: struzzo casuario, kangaroo, pappagalli, strani roditori e anche i dingo. Alla fine faccio la Mia foto con il koala! La prima cosa che noto appena questo animaletto morbidoso mi abbraccia è un forte odore Di eucalyptus… Infatti le sue foglie sono l’unico nutrimento per I koala che non hanno neppure bisogno di bere. Queste foglie sono anche tossiche per gli altri animali, cosi non essendoci competizione per la sopravvivenza I koala sono cosi pigri, tanto da riuscire a dormire per 20 ore al giorno. Dopo poche ore salpiamo per le withsunday island. Vi ricordate quel servizio sul lavoro più bello del mondo? Quello Di fare il guardiano Di un parco naturale? Quello Che ha ricevuto 34.000 lettere Di assunzione… Ecco mi trovo in questo parco naturale ;-) dopo aver fatto un bagno e preso il sole ho deciso Di fare una escursione guidata nella foresta. Le ragazze nel frattempo fanno i castelli di sabbia…. Mi sono pentito quasi subito Di non essere rimasto con lore…perchè vedevo solo sassi e piante… Ma dopo un pò la guida ci ha mostrato delle formiche velenose tipiche della zona. Comunque la cosa non mi ha soddisfatto più Di tanto, infatti rivolgendomi a roberto dico Che l’isola non ha nemmeno l’ombra Di un vero animale selvatico…. Dopo un secondo un varano Di un metro almeno ci passa Di fianco…. Vabbè non parlo più….. La serata passa in fretta, cosi al rientro ad airlie beach decidiamo Di trascorrere la notte nuovamente al camper park, stanchissimi ma contenti.

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Townsville

A prima vista townsville non mi è sembrata nulla di speciale… Quando siamo arrivati verso le 18.00 tutti i negozi e le attività in centro erano già chiuse… In più non c’era neppure quel pazzo di Ruud dato che ci siamo divisi poco prima di arrivare in città… l’olandese volante ha deciso infatti di arrivare a brisbane in autostop… Noi gli abbiamo dato un passaggio per circa 250 km… Ma le nostre strade si sono divide ma spero in futuro di ritrovarlo, magari ad Amsterdam. Comunque dopo essere passati all’information point, chiesto appunto dritte e soprattutto qualche mappa, siamo arrivati cosi facilmente lungo la passeggiata sul lungo mare chiamata the strand. In pratica un Bellissimo viale Di Palme ricco Di numerosi diversivi e attività. Infatti è stato possibile notare come persone Di tutte le etá, estrazione sociale, Etnis ecc ecc vivessero contemporaneamente lo stesso spazio ma in diversi modi. Dalla semplice passeggiata, al percorso sportivo, dalle attività ludiche in spiaggia fino ai servizii interattivi per I turisti. Giochi Di luci, fontane, giochi, docce e bagni pubblici curati in ogni minimo dettaglio, perfetti dal punto Di vista funzionale e Di design… Ho trovato perfino I cartelli con le info principali di pronto Soccorso in caso Di attacco da parte delle meduse, cosa abbastanza comune da queste parti. Oltre alle info comunque era presente una bottoglia di aceto utile a medicare in un primo momento le leggere ustioni causate dalle meduse. Dopo questa passeggiata ci siamo recati al castle hill, un promontorio Di roccia rossa Che sovrasta townsville. Per arrivare in cima ci siamo fatti una Bella passeggiata Di qualche km, Durante la quale ho conosciuto una ragazza austriaca e come ormai Di routine abbiamo parlato anche dell’italia e del nostro primo ministro… Vabbè. Comunque townville alla fine mi ha fatto una gran Bella impressione, anche perchè per fotuna abbiamo risolto un piccolo problemino…. per la sfiga il primo giorno Di viaggio si è rotta la chiave della cassetta degli attrezzi del camper, dove si trovano i cavi … per poter ricaricare le batterie e tutto…
Ma alla fine abbiamo trovato un ferramenta Che in mezzora ci ha Salvato la vita! Ho scoperto anche una cosa fighissima… In pratica dal codice della chiave possono risalire alla ditta e Farsi spedire per email la copia scannerizzata Che il macchinario riproduce fedelmente!!! Ora possiamo ripartire! Destination Arlie beach circa 300 km! Ciao!

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Mission beach

Sono pronto, respiro profondo… Chiudo la valigia… Si parte! Ma prima dobbiamo passare a prendere casey e Laura le due compagne di viaggio che abbiamo conosciuto tramite un annuncio su gumtree. Sono inglesi, Laura di Leeds ma originaria dello slri lanka e casey scozzese ma di origine cinese. Per un tratto daremo uno strappo di circa 270 km anche a roud, un amico olandese conosciuto in ostello con cui abbiamo passato quasi tutte le serate, nottate, pomeriggi ecc ecc. dopo aver salutato tutti gli amici in ostello finalmente siamo partiti in direzione di mission beach. La tappa prevista per oggi é relativamente corta, giusto per prendere la mano con il camper e non stancarci troppo. Il panorama lungo la strada lasciava intravedere ancora qualche segno lasciato dal ciclone qualche mese fa. La strada attraversava la foresta pluviale, ogni tanto si intravedevano anche piantagioni di banane… Ma soprattutto i danni causati dal ciclone, alberi spezzati e qualche tetto scoperchiato. Per km e km sempre la stessa visuale, ampi spazi, e montagne ricche di vegetazione senza mostrare il minino intervento dell’uomo. Ogni tanto abbiamo creato anche lunghe code dietro di noi… Penso che qualcuno ci abbia anche bestemmiato, ma non è colpa nostra se il nostro mezzo è un residuato bellico. Finalmente per l’ora di cena siamo arrivati a mission beach, all’inizio apparso come un punto dimenticato da dio, ma poco dopo all’uscita del villaggio abbiamo trovato un parcheggio con dei bagni pubblici compresi di docce. Ottimo punto per poter passare la notte, in più proprio davanti a pochi metri c’è una bellissima spiaggia tropicale con palme altissime e Prato inglese poco prima della sabbia. Con roud decidiamo così di raccogliere un pó di legna e accendere un faló sulla spiaggia, nel frattempo Roberto prepara la cena con le ragazze così in poco tempo ci ritroviamo a passare un paio d’ore raccolti attorno al fuoco prima di metterci a letto.

Il mattino seguente, approfittando del caldo tropicale ho deciso di fare la doccia fredda nella stazione di servizio vicino al parcheggio. Ho notato che ogni tot km, anche in mezzo al nulla, sono presenti numerosi punti di servizio come: bagni, docce… Ma anche forni a gas dove poter fare il barbecue, i tavoli dove poter cenare e acqua potabile per poter riempire la nostra cisterna di riserva. Tutto gratis ovviamente. Dopo aver fatto colazione ci siamo spostati in una spiaggia più grande sempre nei pressi di mission beach, precisamente davanti all’isola di duke. Una spiaggia enorme dalla sabbia fine color creta e acqua trasparente, il tutto circondato dalle immancabili palme. Non potevo resistere e così ho optato anche per una bella nuotata! Ma aimè il tempo è tiranno e dopo pranzo siamo ripartiti, questa volta in direzione townsville 275 km a sud.

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